Come / Dove si VOTA al Referendum
QUANDO si Vota?
Domenica 21 aprile dalle 8,00 alle 22,00
Lunedì 22 aprile dalle 7,00 alle 15,00
DOVE si vota?
SI vota nelle stesse sezioni elettorali
delle elezioni politiche ed amministrative presentando la propria
tessera elettorale e documento di identità
Precisiamo che la croce sul SI significa favorevoli al Comune Unico Isola d'Elba e viceversa sul no"

Perchè votare Si al Comune Unico
In risposta ad un volantino del comitato del NO,
noi vi replichiamo punto per punto, e gli elbani decideranno chi è più credibile!

a seguire, scritte in nero, il Comitato per il NO ha diffuso una serie di ragioni per cui chiedono agli elettori di votare no.
in blu, il Comitato per il SI vi fornisce le proprie versioni per cui chiediamo di VOTARE SI.
- il NO scrive: E' un referendum senza QUORUM. Evitiamo che una minoranza decida per tutti.
Il SI risponde: Come prevede la legge. Quando si tratta di votare su temi particolari come il nucleare, il divorzio… la legislazione italiana prevede un quorum, ma quando si tratta di scelte locali, come la nostra, non si attribuisce valore al non voto; il non voto può essere solo interpretato come disinteresse, un valore non equiparabile all’attivismo di chi si pronuncia; chi è contrario vota no! Per questo invitiamo TUTTI gli elbani a votare. Il QUORUM saremo noi tutti!
- il NO scrive: Manca una proposta elettorale.
Si va a votare “il nulla” salvo l'eliminazione di tutti gli attuali Comuni. Niente è inserito nella legge sul futuro che ci aspetta. Si affida l'Elba ad un “commissario regionale” per un tempo indefinito. Firenze da quel momento decide tutto con lui e attraverso di lui. Gli elbani vogliono conoscere il proprio futuro, ora più che mai per contenere la crisi, senza delegare nulla a nessuno.
Il SI risponde: Il funzionamento del NUOVO COMUNE lo stabiliscono I NUOVI ELETTI, non certo un comitato promotore. Le proposte di legge di fusione sono tutte simili; non dettano statuti, regolamenti, piante organiche o norme per garantire l’elezione di rappresentanti di specifici paesi; non possono! Significherebbe violare l’autonomia del nuovo consiglio comunale ed intervenire nei meccanismi elettorali, prerogativa esclusiva dello Stato. Il commissario sarà MINISTERIALE e in Regione non sapranno nemmeno chi è.
- Ci ingannano quando raccontano di contrazioni di costi o aumento di risorse. Non ci sono risparmi anzi produrremo ulteriori costi. Non ci verranno regalate somme aggiuntive per la fusione, né dalla Regione, né dallo Stato sappiamo tutti che “non ci sono fondi”. I processi di fusione sono molto costosi.
I cittadini sanno benissimo quanto ci costano le amministrazioni pubbliche in termini di costi e di burocrazia (8 bilanci, 8 piani, 130 regolamenti, 7 segretari comunali, software gestionali diversi, 8 sindaci, 44 assessori, 124 consiglieri…). I fondi a sostegno delle fusioni sono già accantonati in bilancio dalle regioni e dallo stato come previsto dalle leggi vigenti, che in più stabiliscono l’assoluta priorità di finanziamento alle fusioni comunali; cioè, se i fondi dovessero diminuire, sarebbero convogliati interamente verso le fusioni a discapito delle gestioni associate e delle unioni di comuni (L. 135/2012 – L.R. 68/2011). Senza parlare dell’esenzione per due anni dal rispetto del PATTO DI STABILITA’ (L. di stabilità 2012).
- Non sono previste norme a tutela della rappresentanza dei territori. Intere zone, oggi Comuni, non riusciranno ad eleggere un proprio rappresentante di riferimento. I municipi, se attuati, sappiamo sono organismi derivati, senza alcuna autonomia decisionale.
Quali norme stabiliscono che nel Consiglio comunale di Campo nell’Elba (per esempio) deve essere eletto un rappresentante di S.Piero, uno di S.Ilario, uno di Seccheto, uno di Fetovaia? Nessuna; sono le prassi consolidate che portano i rappresentanti delle frazioni nei consigli comunali. Da sempre le liste che si candidano presentano esponenti delle varie realtà comunali, e così sarà con il Comune dell’Isola d’Elba. Le leggi nazionali e regionali invitano i nuovi enti locali a garantire la rappresentanza alle comunità di origine, ma non consentono di istituire “quote” dedicate a questa e quella località. La più grande garanzia sarà la volontà di vincere le elezioni! Il nuovo consiglio avrà 24 consiglieri, potranno essere rappresentati non solo i comuni di origine, ma anche i singoli paesi, e chi vorrà vincere non avrà alternativa.
- I comuni elbani che diranno no al referendum saranno annessi contro la volontà dei propri cittadini (il voto é valutato in termini percentuali).
Quando fu fatto il referendum fra monarchia e repubblica, il sud votò compatto per la monarchia ma i numeri dell’Italia intera davano vincente la Repubblica. E questa fu la giusta scelta. Ma noi abbiamo fiducia che in tutti i comuni prevarrà il SI e ciò spazzerà via ogni questione.
- Molti dei nostri comuni diverranno periferie (la periferia è, ovunque, una zona dimenticata).
Nessuna comunità elbana sarà periferia perché l’Elba intera, territorio omogeneo, sarà un Comune e tutto il territorio avrà pari dignità e rappresentanza. Oggi l’Elba è periferia della provincia di Livorno e della Toscana perché è divisa: Il nostro campanilismo lo dobbiamo indirizzare contro i nostri competitori oltre il canale.
- Con il Comune Unico si aprirà la stagione dei grandi appalti con conseguente invasione di numerose grandi ditte del continente, che spazzeranno via o ridurranno al lumicino tante aziende elbane. E’ già successo con ASA e con la USL 6, con loro oggi lavorano solo imprese del continente. Prima operavano in quei settori tante ditte e professionisti elbani.
Stazione unica appaltante:”I Comuni con meno di 5000 abitanti sono obbligati, ai sensi dell'art.23.4, a indire gli appalti pubblici di lavori e di servizi tramite la Stazione unica appaltante. La norma si applicherà alle gare bandite dal 31.5.2012. La procedura, dal bando di gara fino alla aggiudicazione finale, spetterà alla stazione unica, mentre il comune resterà responsabile delle fase precedente (programmazione e progettazione con relativi capitolati)” - L. 214 22/12/2011.
Tradotto in buona sostanza: Oggi per 7 dei nostri comuni vige l’obbligo di rivolgersi ad un soggetto esterno che si occuperà della gara di appalto e della selezione dei vincitori. Il comune Unico non avrà quest’obbligo. Vogliamo inoltre parlare della CONSIP?
- Se chiudono i battenti impresari edili, idraulici, elettricisti, geometri, architetti, si rischia un pesante effetto domino che danneggerà, irreparabilmente, il nostro sistema (colpirà ragionieri, commercialisti e di seguito impiegati, operai, commercianti e artigiani di diversi settori).
Il comitato del SI è composto da tutte le associazioni di categoria elbane; la stragrande maggioranza del tessuto produttivo elbano appoggia il Comune dell’Elba. Possibile che siano tutti votati al suicidio?
- Con un solo comune rischiamo di perdere tanti servizi: scuole/poste finora mantenute perché si parlava di “Comune”. Cosa resterà e dove? A Portoferraio??
Cosa succederà dei trasporti pubblici e delle strade oggi provinciali. La valutazione dei problemi fatta per macro necessità non accontenta nessuno. E noi che abbiamo deciso di intraprendere questa sfida proprio perché convinti che il Comune dell’Isola d’Elba sarà capace di offrire migliori servizi ai propri cittadini…Siamo pure convinti che avremo non solo il peso politico, ma anche la forza economica per CONTRATTARE, invece che MENDICARE come adesso, la permanenza e l’incremento di servizi fondamentali quali tribunali, poste, trasporti pubblici... In attesa di leggere le magnifiche proposte del comitato del no per la realizzazione del grande ospedale di Marciana Marina, del centro smistamento poste nazionali a Procchio e del polo universitario di PortoAzzurro, preferiamo votare SI’.
- Ci sarà minor controllo del territorio. Otto Sindaci: controllo diretto del territorio. La politica dei tagli, prevede la chiusura di numerose stazioni dei Carabinieri (una sede per comune). L'attuale assetto produce sicurezza, quale sarà il domani?
- Non é scritto da nessuna parte come sarà il dopo; votare si é firmare una cambiale in bianco che peserà sulla nostra testa, ma soprattutto su quella dei nostri figli. E’ in atto una crisi economica senza precedenti: perché rischiare senza garanzie?
Orrore, chissà quale sarà il domani con soli 450 parlamentari, senza le indispensabili province, senza la foresta di enti statali o parastatali che garantiscono oggi la straordinaria e invidiata efficienza del sistema Italia. E’ vero, teniamoci i nostri 8 sindaci, i nostri 8 consigli comunali, tutti i consigli di amministrazione di tutte le municipalizzate di ogni comune, tutti i nostri piani strutturali, i nostri regolamenti, le nostre burocrazie, il futuro sarà garantito, come dicono gli amici del no. Basta, è l’ora di cambiare!
- Perchè unificare i comuni? Siamo troppo piccoli? In Italia 8.092 comuni, solo 150 oltre 50.000 abitanti e 500 con più di 15.000. In Francia simili a noi 36.781 comuni.
Perché abbiamo estrema urgenza di avere più potere contrattuale verso l’esterno e estrema urgenza di risolvere tutte le problematiche comprensoriali frutto delle divisioni territoriali e dell’incapacità di lavorare insieme.
- E' una scelta senza ritorno. Oggi i territori insoddisfatti per la politica locale cambiano gli amministratori. Domani nessun cambiamento tutto nel calderone centralizzato.
Certo che si, quando si migliora decisamente la posizione di un territorio e dei suoi abitanti non c’è motivo di fare passi indietro. E, notate bene, il “calderone centralizzato (?)” saremo noi tutti elbani dell’Isola.
- Oggi servizi a portata di cittadino. Domani sarà necessario muoversi con costi, oneri e sacrifici individuali. Ulteriori costi per la comunità.
I cittadini continueranno a trovare gli stessi servizi di adesso presso gli edifici comunali (municipi), e oltre a trovare l’ufficio troveranno anche la risposta alle loro esigenze, cosa che oggi capita sempre più raramente a causa della razionalizzazione forzata dei costi e del personale. Ci sono comuni con intere aree senza responsabile, comuni con “dirigenti” part time, segretari a metà servizio, gestioni associate malfunzionanti di cui i cittadini non sanno niente. Rispetto alla situazione attuale i cittadini percepiranno solo miglioramenti.
- Piccoli comuni rapporto abitanti dipendenti 7 per 1.000. Grandi comuni 8. Dove è il risparmio?
I numeri non sono un’opinione e gli elbani possono informarsi tramite la documentazione disponibile sul sito www.comuneunicoelba.com, i depliants e gli opuscoli in distribuzione e i numerosi comunicati del comitato. Non chiediamo atti di fede come fanno gli amici del NO: portiamo numeri concreti. I risparmi andranno a vantaggio di tutta la comunità elbana.
- Comune Unico un disastro per tanti – un affare per pochi.
Il Comune dell’Isola d’Elba è la visione straordinaria sul futuro e la speranza di una comunità che vuole opporsi con tutte le sue forze al declino e all’emarginazione.
Sarà una sconfitta solo per coloro che hanno puntato sul mantenimento delle divisioni per convenienza.
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